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Mourinho, l’unico show è sempre contro l’arbitro: “Non parlo, vado a casa”

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È sempre Mourinho contro tutti. Il tecnico portoghese è stato espulso nel finale del match pareggiato 2-2 contro il Verona per le troppe proteste nei confronti dell’arbitro Pairetto, che gli aveva «promesso» il rosso pochi minuti prima, quando lo Special One aveva calciato un pallone verso la tribuna, stizzito dalla perdita di tempo dei calciatori del Verona, scrive il Corriere della Sera.

Al momento dell’espulsione, Mourinho ha perso la calma e sono serviti due suoi collaboratori per trattenerlo – si stava dirigendo verso il direttore di gara per affrontarlo – ed evitargli di peggiorare la situazione: ha mimato all’arbitro il gesto del telefono, prima di abbandonare il campo tra gli applausi del pubblico, dopo aver salutato Tudor.

L’allenatore giallorosso non ha voluto poi rilasciare dichiarazioni, ed ha lasciato l’Olimpico senza passare in sala stampa. «Mourinho va a casa”, ha detto passando davanti alle postazioni delle televisioni, che lo aspettavano per commentare la partita.

Un bene, probabilmente, per abbassare i toni dopo lo show in campo, un peccato perché rimane senza spiegazioni l’ennesima prestazione a due facce della formazione giallorossa. Inguardabile nel primo tempo, brillante nella ripresa dopo l’ingresso in campo dei giovani che hanno aiutato la squadra a salvare la faccia. Con le reti di Volpato e Bove, entrambi al primo centro, la Roma ha stabilito un piccolo record: per la prima volta in una gara di Serie A sono andati a segno due marcatori nati dal 2002 in avanti.

È stato un pomeriggio indimenticabile per Edoardo Bove. Il centrocampista classe 2002 ha segnato nel finale il gol del pareggio, ma soprattutto è sceso in campo con personalità e idee chiare. La sua è una gioia a metà, perché la sua rete non ha portato i tre punti. 

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«Provo un mix di emozioni – le sue parole – sicuramente c’è grande gioia per il primo gol in serie A ma anche un po’ di rammarico per il risultato perché volevamo fare di più davanti ai nostri tifosi». Il suo ingresso, e quello degli altri giovani cresciuti nella Primavera di Alberto De Rossi, ha cambiato la squadra nel secondo tempo. «Le cose che ci ha detto l’allenatore rimangono nello spogliatoio, è cambiato l’atteggiamento, siamo entrati più aggressivi e siamo riusciti a recuperare una partita che si era messa male».

Su gol: «Sapevo che il portiere dalla mia posizione si aspettava il cross, io ci ho provato ed è andata bene: sono contento così. A chi lo dedico? Ai miei familiari che hanno fatto un sacco di sacrifici per me, il mio pensiero va a tutti loro».

Nell’emergenza, con lui e con gli altri giovanissimi, la Roma sta scoprendo nuove risorse. «Siamo giovani, ma tutti ci aiutano a crescere. C’è un buonissimo clima, poi se ci viene data l’opportunità proviamo a sfruttarla, è anche merito dei nostri compagni che ci aiutano».

FOTO: Credits by Shutterstock.com

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