Editoriale
Decida Pallotta, non Spalletti. Il tecnico cerca lo scontro con la stampa per uscire di scena

Può un presidente far decidere un suo dipendente? Evidentemente nell’avveniristica Roma americana sì. Un management dove l’apparire conta più della sostanza. Pallotta dice: “Il rinnovo di Spalletti? Spetta a lui decidere”. Ma come fa Spalletti a decidere se le prospettive sono quelle di una squadra di giovani, cedendo i big, e ricominciare un progetto da capo? Il tecnico di Certaldo ha ragione quando fa capire nemmeno tanto velatamente che vuole garanzie per il futuro. Vuole vincere. E’ venuto a Roma per questo. Ma se non c’è una programmazione seria, come si può superare una Juventus che è destinata a dominare per chissà quanti anni?
Capitolo stampa-Spalletti. L’allenatore toscano, una volta capito che la proprietà non vuole investire pesantemente per contrastare lo strapotere Juve (“Sì, è importante arrivare secondi, ma zero titoli”), sta cercando una via di fuga andando contro la stampa. E non il contrario. Infatti dice “A Roma stapperebbero lo champagne se mi levo dalle scatole”. E’ chiara la situazione, forse fin troppo, e chi fa orecchie da mercante mente sapendo di mentire. Dal lato tecnico, Spalletti è uno dei migliori allenatori. Le sue intuizioni con la difesa a tre, il suo classico 4-2-3-1, la difesa a tre e mezzo, sono perle di tattica. Ma dal punto di vista puramente umano e caratteriale, in questi giorni ha fatto uno scivolone che non ammette scuse. Dire a giornalisti che guadagnano meno di 1.000 euro al mese “Io sono fortunatissimo, gli sfigati siete voi” è davvero deprimente e di una bassezza morale senza pari. Se Spalletti vuole andarsene, anche giustamente, se ne vada, ma lo dica subito.
Il prossimo tecnico? Di Francesco è un buon allenatore, ma ancora non ha l’esperienza giusta. Lo dicono i numeri: ha allenato a buoni livelli solo il Sassuolo. Gasperini? Per carità… Emery sarebbe perfetto: ha il curriculum da vincente e potrebbe riproporre un Siviglia bis insieme a Monchi. Ma il vero salto di qualità si farebbe con Antonio Conte. Un allenatore alla Capello, tanto per intenderci. A Roma ci vuole questo, oggi come non mai, in tempi non proprio rosei dal punto di vista economico per la Roma.
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