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Sabelli: “Mio zio mi portava allo stadio. Ho iniziato la carriera al Savio e la Roma mi ha portato in A”

AS ROMA NEWS SABELLI GENOA – Stefano Sabelli, difensore del Genoa, è uno dei migliori talenti prodotti dal Savio. Tre scudetti nelle giovanili con la Roma, oltre 400 presenze tra i professionisti con le maglie di Bari, Carpi, Brescia, Empoli e Genoa. Una carriera di tutto rispetto iniziata sul campo di via Norma, come raccontato dal terzino in un’intervista a La Repubblica: “Ci sono nato, abitavo a Centocelle ed è stato molto naturale iniziare lì“.
Quando è iniziato tutto?
“Avevo 5 anni. Mio zio mi portava allo stadio a vedere la Roma, mi ha fatto appassionare al calcio e allora i miei genitori hanno deciso di portarmi al Savio“.
Prima della Serie A c’è stata Trigoria.
“Ricordi la prima partita lì, i campi in erba vera… come quelli in tv. Quando ero bambino era un lusso. Tutte le società, Savio compresa, avevano i campi in terra, il sintetico non esisteva. Entrare per la prima volta nel centro sportivo della squadra del cuore e giocare contro la Roma sull’erba è stata un’emozione indimenticabile. Non era una partita, era una gita. Come andare al museo”.
Poi in giallorosso ha giocato per tanti anni: ricorda la chiamata?
“E’ stato strano. Papà un estate mi dice: ‘La Roma ti vuole, che fai? Vai?’. Io pensavo si pagasse per giocare o che si trattasse solo di un provino. Invece mi avevano segnalato e quindi convocato a Trigoria. Mi sono ritrovato in un attimo da ragazzino del Savio a calciatore della Roma”.
Un bel salto.
“Ero un attaccante esterno, un trequartista. Al Savio ero il più forte. Poi a Trigoria ho capito per la prima volta cosa vuol dire la competizione. In quel gruppo ci saranno stati 30 ragazzini più bravi di me nel mio ruolo. Poi un giorno mister Lana mi cambia la carriera. Vuoi per necessità o perché davvero aveva visto qualcosa, in una partita mi chiede di giocare terzino. Avevo 15 anni, non ho più cambiato ruolo”.
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