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Rassegna stampa

Roma da ricaricare. Sosta di polemiche e musi lunghi: domenica serve una vittoria-svolta

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ROMA-CHIEVO – Sospiro di sollievo per la caviglia di Manolas e record di presenze in nazionale per Dzeko. Sono queste le uniche notizie positive arrivate dai ritiri delle varie nazionali in una delle soste più lunghe e sofferte della recente storia romanista. Nemmeno lontani dalla capitale, infatti, i giocatori giallorossi sono riusciti a ritrovare il sorriso. Il colore più opaco è senza dubbio l’azzurro. Ai già delusi De Rossi ed El Shaarawy (per la mancata chiamata di Mancini) si sono aggiunti Pellegrini e Cristante, peggiori in campo rispettivamente contro Polonia e Portogallo. Lorenzo è stato addirittura escluso dalla lista dei convocati per il 2° match dopo i 45′ pessimi giocati contro Szczesny e Milik.

Sorride solo il baby Zaniolo che però non ha trovato nemmeno un minuto di spazio. Passiamo all’estero. Il caso più eclatante è quello di Olsen per il quale si è scatenata una vera e propria guerra mediatica tra accuse della critica e difesa dei compagni. Il portiere svedese, però, ha grandi responsabilità sui 3 gol beccati dalla Turchia. Errori di posizione e di reattività già visti nelle prime tre giornate con la Roma e che alimentano i dubbi e i rimpianti per la partenza di Alisson. Ieri una tv svedese era a Trigoria per intervistare il preparatore dei portieri Savorani.

Non è uscito sconfitto il turco Under, che è stato però sostituito nella ripresa (e il suo cambio è coinciso con la rimonta della Turchia) in una gara con pochi lampi. Non ha avuto modo di mettersi in mostra, invece, Kluivert che è rimasto in panchina per 90′ nella sfida alla Francia in cui si è messo in mostra Areola (portiere che Monchi ha inseguito a lungo). E non può ridere nemmeno Schick che ha segnato un gran gol contro l’Ucraina non riuscendo però ad evitare la sconfitta.

Nell’amichevole contro la Russia il ceco è rimasto fuori per un problema all’inguine e il 5-1 ha portato all’esonero del ct Jarolim. Niente chiamata in nazionale, infine, per gli argentini Fazio, Perotti e Pastore. Come detto gli unici sorrisi arrivano dai due giocatori più autorevoli. Dzeko, fresco di laurea, ha segnato un gol decisivo per la vittoria della Bosnia sull’Austria e ha superato il cugino Spahic in vetta alle classifica delle presenze (95). Manolas ha siglato la rete contro l’Ungheria prima di uscire zoppicante al 52′. Ieri gli esami hanno scongiurato il peggio: lieve distorsione alla caviglia destra (ancora out Pastore che verrà monitorato giorno per giorno).

Il greco sarà in campo già col Chievo, tappa fondamentale per la Roma di Di Francesco per ripartire e cancellare dieci giorni da incubo. La ricarica di positività deve arrivare all’Olimpico e durare in un mese che vedrà i giallorossi impegnati ben 7 volte in 20 giorni, con due appuntamenti da segnare in rosso: la sfida al Real Madrid di mercoledì prossimo e il derby con la Lazio del 29 settembre.

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(Leggo – F. Balzani)

FOTO: Credits by Shutterstock.com

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