Rassegna stampa
Zaniolo c’è, anzi no: inserito nella lista Uefa, Nicolò presenta un certificato medico

AS ROMA NEWS ZANIOLO – È ormai qualche settimana che la vicenda tra Nicolò Zaniolo e la Roma è diventata una partita a scacchi. L’esterno aveva abbozzato una strategia per lasciare il club, ma le mosse dei proprietari gli hanno complicato la partita condizionando gli eventi. L’ultima in ordine di tempo è stata quella di confermarlo nella lista Uefa, nonostante sia fuori dal progetto tecnico, scrive Il Messaggero.
Un passo studiato a tavolino con il bilancio in mano: se Nicolò fosse stato escluso, la Uefa non avrebbe conteggiato il suo stipendio ai fini del Fair play finanziario, ma allo stesso tempo non avrebbe nemmeno preso in considerazione l’eventuale plusvalenza estiva in caso di cessione. Questo significa che l’ipotetica vendita, avrebbe rimpinguato il bilancio, ma non avrebbe permesso alla Roma di sfruttare quel denaro per fare mercato. Ed essendo il club sotto settlement agreement, sarebbe stato un autogol clamoroso.
Ecco perché nella lista Uefa sono presenti tutti i calciatori della prima squadra (Karsdorp e Camara compresi) ad eccezione di Solbakken. Nella serata di ieri è emersa infatti una diversa interpretazione del monte-ingaggi tra il club e la Uefa. Per non rischiare sanzioni, la Roma ha deciso di togliere l’attaccante norvegese (lo si può fare soltanto con i nuovi innesti). Tornando a Zaniolo, la presenza di Nicolò è dovuta anche al fatto che non inserire un giocatore che fino 20 giorni fa era titolare inamovibile, senza una motivazione più che certificata, sarebbe stato un punto a favore della controparte nel caso in cui dovesse aprirsi un arbitrato legale.
C’è di più: a prova che i rapporti sono tutt’altro che sereni, la società ha fatto sapere che il giorno prima che Nicolò rendesse pubblica la lettera aperta (31 gennaio), a Trigoria era stato inviato un certificato medico. Nel documento è stato riportato che non avrebbe potuto allenarsi per i prossimi 30 giorni per uno status psicofisico di incompatibilità con l’attività agonistica. La Roma ne ha preso atto e ieri lo ha sottoposto a una visita specialistica di controllo che ha certificato come quanto riportato fosse corretto.
Risultato, Zaniolo non si dovrà allenare fino alla visita successiva (tra una decina di giorni) che dovrà provare il ritorno a uno status psicofisico accettabile per sostenere gli allenamenti. Scacco matto? No, perché la Roma, assecondando la sua richiesta di non allenarsi, lo ha allontanato da Trigoria senza rischiare beghe legali, ma solo temporaneamente. Quello che succederà quando i medici gli daranno il via libera è ancora da scrivere, ma tutto lascia pensare che i Friedkin continueranno con la linea dura.
Nicolò, intanto, sta pensando di staccare la spina e prendersi qualche giorno di relax magari con una vacanza rigeneratrice. Anche se la strada migliore e che gli è stata consigliata sarebbe quella di allenarsi in solitaria per non perdere la forma fisica. Non essere scesi a patti e non aver provato a far rientrare la situazione è un chiaro segnale di quanto la società voglia andare in fondo alla vicenda. E chissà se il tempo riuscirà a placare gli animi, o se Mourinho giocherà un ruolo determinante nel reintegro del giocatore. La volontà del tecnico è di sfruttarlo il più possibile, data la carenza di elementi di livello e una panchina che lascia a desiderare. Intenzione anche di Tiago Pinto che in estate avrà il gravoso compito di provare a venderlo a 30 milioni. Sfida ai limiti dell’impossibile, se il giocatore non si allenerà in gruppo e non giocherà partite.
Zaniolo, infatti, nelle prime tre gare dell’anno (Bologna, Milan e Genoa in Coppa Italia) è stato sempre titolare. Dal 12 gennaio in poi non è più tornato in campo saltando quattro match e se i 30 giorni di riposo dovessero essere confermati a seguito della seconda visita specialistica, potrebbe non essere convocato per l’intero mese di febbraio (sei partite).
A fine marzo ci sarà anche la Nazionale che si giocherà la qualificazione ad Euro 2024 (il 23 e 26 contro Inghilterra e Malta): Nicolò era riuscito a ricucire i rapporti con Roberto Mancini, adesso però il ct è preoccupato perché al di là dell’inattività che può essere compensata con allenamenti mirati, ciò che mancherà sarà il confronto quotidiano con atleti professionisti. Ed è esattamente quello che non ci vuole per un giocatore di 23 anni che è stato fermo un anno a mezzo a causa di due infortuni alle ginocchia. Ricomporre la frattura con la Roma ad oggi sembra impossibile, ma il tempo potrebbe essere buon consigliere per entrambe le parti e aiutare a mediare una situazione che potenzialmente può nuocere a tutti.
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